{"id":20,"date":"2018-10-23T07:49:49","date_gmt":"2018-10-23T07:49:49","guid":{"rendered":"https:\/\/futuriodemos.com\/default-demo\/?p=20"},"modified":"2023-06-04T15:19:49","modified_gmt":"2023-06-04T15:19:49","slug":"a-ognuno-la-sua-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.adelgundemuller.com\/index.php\/2018\/10\/23\/a-ognuno-la-sua-storia\/","title":{"rendered":"A ognuno la sua storia"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"20\" class=\"elementor elementor-20\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-e0ea28b elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"e0ea28b\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-a3ab96\" data-id=\"a3ab96\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-7ae09deb elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"7ae09deb\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t<style>\/*! elementor - v3.23.0 - 05-08-2024 *\/\n.elementor-widget-text-editor.elementor-drop-cap-view-stacked .elementor-drop-cap{background-color:#69727d;color:#fff}.elementor-widget-text-editor.elementor-drop-cap-view-framed .elementor-drop-cap{color:#69727d;border:3px solid;background-color:transparent}.elementor-widget-text-editor:not(.elementor-drop-cap-view-default) .elementor-drop-cap{margin-top:8px}.elementor-widget-text-editor:not(.elementor-drop-cap-view-default) .elementor-drop-cap-letter{width:1em;height:1em}.elementor-widget-text-editor .elementor-drop-cap{float:left;text-align:center;line-height:1;font-size:50px}.elementor-widget-text-editor .elementor-drop-cap-letter{display:inline-block}<\/style>\t\t\t\t<p><em>Intervista di Marco Geronimi Stoll con Adelgunde<br \/><\/em><\/p><h6>Dunque, tu cominci come \u201cvera scienziata occidentale\u201d\u2026<\/h6><p>S\u00ec, avevo due grandi ideali: la ricerca libera, e la presenza della donna nell\u2019ambito delle scienze naturali. Ho studiato chimica alimentare, prima a Hannover, poi a Berlino &#8211; allora ancora \u201covest\u201d.<br \/>Durante studio e tirocinio ho conosciuto il lavoro all\u2019Ente Federale della Sanit\u00e0 e nell\u2019Ufficio d\u2019Igiene.<br \/>Mi piaceva moltissimo: imparavo i metodi di analisi per controllare la qualit\u00e0, trovare le sofisticazioni alimentari, gli ingredienti non ammessi\u2026Dopo aver dato l\u2019esame di stato volevo continuare sulla strada della ricerca, perci\u00f2 scelsi di perseguire un dottorato, sempre all\u2019Universit\u00e0 Tecnica di Berlino.<\/p><p>Dopo i primi mesi entusiasti di un progetto di ricerca sugli aromi nella birra e nel caff\u00e8 cominciai a sentirmi a disagio. Allora non ne capivo i motivi, li vedevi nella situazione esterna, il professore, alcuni colleghi con cui non mi trovavo bene, tensioni\u2026 Cominciai a guardarmi intorno e dentro.<\/p><h6>Berlino Ovest in quegli anni post-sessantottini era parecchio vivace, no?<\/h6><p>Era un fermento formidabile; c\u2019erano molti obiettori di coscienza (dalla Germania ovest i ragazzi venivano a Berlino a prendere la residenza perch\u00e9 cos\u00ec erano esentati dalla leva obbligatoria); era tutto un pullulare di gente giovane e nuova che veniva a studiare o lavorare, di nuove iniziative culturali\u2026<\/p><p>Poi ci fu la delusione politica, quando gli ideali politici del \u201868 sono stati frantumati: la RAF che aveva dato la svolta violenta alla politica (con cui pochi si immedesimavano) ha prodotto una delusione, una disillusione, un po\u2019 come le Brigate Rosse da voi in Italia: chi crea terrore alla fine assomiglia al sistema che dice di combattere; aggiungi che il comunismo \u201cvero\u201d noi l\u2019avevamo l\u00ec, dall\u2019altra parte di un muro.<br \/>Cos\u00ec tutti vedevamo ancora, come prima, i mali della societ\u00e0, ma cominciavano a cercare nuovi tipi di soluzione. Tra cui la ricerca interiore, chiamiamola pure \u201cspirituale\u201d. Era il momento dei Beatles in India, cominciava il movimento dei Verdi, che era molto alternativo, non era ancora un \u201cpartito\u201d come \u00e8 oggi, c\u2019erano le prime manifestazioni con le biciclette, si cominciava a parlare di energie alternative, si installavano le prime pale eoliche\u2026 Si stava diffondendo l\u2019agricoltura biologica, la nuova psichiatria di Ronald Laing, Fritz Perls, David Cooper, Francesco Basaglia\u2026<\/p><p><strong>Quindi la pratica della meditazione si collega a queste risposte \u201cdiverse\u201d alla crisi della politica\u2026<\/strong><\/p><p>Per gli altri non so, per me s\u00ec: proprio nel \u201979 ho conosciuto il Maestro indiano <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Osho_Rajneesh\">Osho<\/a> e la meditazione.<br \/>Mi ha toccato profondamente, sono diventata sua discepola, prima in una comunit\u00e0 vicino a Monaco e poi dopo in India, a Pune, e ci sono rimasta sei mesi.<\/p><p>Poi sono tornata nella comunit\u00e0 di Monaco ma mi sono trovata male; la ricerca spirituale ti pu\u00f2 mettere molto in subbuglio, \u00e8 un\u2019aratura profondissima delle tue convinzioni, delle tue abitudini; dopo il mio ritorno quello che prima era normale mi era diventato insopportabile. Ovunque andassi mi trovavo sradicata, senza una \u201ccornice\u201d. Mai sarei tornata al lavoro di un laboratorio chimico, ho preferito pulire ogni notte i tavoli dell\u2019Oktoberfest e fare lavoretti cos\u00ec.<\/p><p>Il 7 novembre dell\u201980 \u00e8 stata la svolta, sono approdata in Italia. Con una coppia di amici siamo scesi \u2013 con l\u2019idea di fuggire qualche giorno dall\u2019autunno freddo e piovoso in Germania &#8211; per visitare\u00a0\u00a0 una comunit\u00e0 vicino a Siena \u2013 allora si chiamava Sagar Ashram, dopo il nome \u00e8 stato cambiato in <a href=\"http:\/\/www.oshomiasto.it\/\">Osho <\/a><a href=\"http:\/\/www.oshomiasto.it\/\">Miasto<\/a> \u2013 che aveva cominciato a organizzare gruppi di ricerca interiore e ad accogliere visitatori.<br \/>Io ho sempre avuto un\u2019anima un po\u2019 da zingarella, appena sono arrivata ho subito sentito s\u00ec, questo \u00e8 il mio posto. Soprattutto la donna che conduceva la comunit\u00e0, Ma Prem Pratiti, mi ispirava fiducia e la sensazione che qui avrei ritrovato un mio equilibrio. <br \/>Il mio nome spirituale datomi da Osho \u00e8 Ma Chit Ageya che vuol dire \u201ccoscienza dell\u2019inesprimibile\u201d. Questi nomi che agli estranei sembrano \u201cstrani\u201d sono molto importanti: per ogni persona il nome non \u00e8 una parola qualsiasi, ma ha un significato, vuole essere un\u2019indicazione per la tua via, che ti accompagna e ti fa crescere dentro.<\/p><h6>L\u00ec ci sei rimasta a lungo? cosa facevi?<\/h6><p>Cinque anni. Avevamo 130 ettari di terra, di cui 100 di bosco, 30 coltivati: la legna serviva per scaldare e le frasche per fare il pane; poi cucina, orto, falegnameria; all\u2019inizio galline, capre e mucche, e anche le api. Eravamo vegetariani, nessuno si sarebbe sognato di ucciderli. Per\u00f2, Pratiti aveva una sua sensibilit\u00e0 su questo che mi faceva riflettere sulla morte: diceva che dovremmo sapere uccidere con consapevolezza e compassione perch\u00e9 anche questo fa parte della vita. Lei era stata alcuni anni in un monastero in Tibet; lass\u00f9 il cibo animale \u00e8 una necessit\u00e0, ma lo si mangia con rispetto e gratitudine per l\u2019animale che ci d\u00e0 la vita per cibarci. Per i tibetani l\u2019animale che viene mangiato da noi umani, potr\u00e0 reincarnarsi come essere umano. Anche per me la questione in generale non \u00e8 soltanto il fatto di mangiare carne; in frattempo mi sono avvicinata all\u2019approccio dei popoli indigeni che, come i tibetani, uccidono gli animali per pura necessit\u00e0 e con grande rispetto e gratitudine. Mentre nella nostra societ\u00e0 vengono considerati soltanto una merce e spesso addirittura degli oggetti da poter sfogare la propria violenza e crudelt\u00e0, e questo \u00e8 assolutamente inaccettabile.<\/p><p>A Pune ero passata\u00a0 da un grande sconvolgimento, come una casa vecchia che si abbatte; in Toscana c\u2019\u00e8 stata la ricostruzione: la campagna, i boschi, il paesaggio; tanta gente d\u2019estate e quasi soli nei lunghi mesi d\u2019inverno; andavamo molto in profondit\u00e0, e gradualmente mettevo radici; i gruppi erano intensi e guaritori, prenderci cura dei partecipanti era un insegnamento grande e molto soddisfacente.<\/p><p>Avevamo delle regole precise, ognuno aveva il suo lavoro da svolgere, e poi tanto lavoro interiore: la mattina una meditazione attiva, a mezzogiorno il canto del mantra OM, e alla sera un\u2019altra ora di esercizi\/meditazione.<br \/>Una sera s\u00ec e una no Pratiti ci guidava in una pratica tibetana chiamata <a href=\"https:\/\/vivere.yoga\/lo-yoga-tibetano-kum-nye\/\">Kum Nye<\/a> che, con esercizi che riguardano il corpo e la respirazione, porta a una crescita della consapevolezza. Le altre sere facevamo la meditazione Kundalini di Osho. Ma il lavoro su noi stessi non consisteva solo nelle meditazioni in questi orari precisi, ma tutta la convivenza, la dinamica nel gruppo, l\u2019aprirsi gli uni verso gli altri, l\u2019amore, gli attriti e conflitti\u2026 tutta la vita in questa comunit\u00e0 spirituale aveva come scopo crescita e trasformazione di chi si trovava l\u00ec, residenti, ospiti, partecipanti dei gruppi.<\/p><p>Dopo circa cinque anni ho sentito che anche quel periodo era finito, e ho voluto tornare per un po\u2019 in Germania: a Colonia e poi a Monaco e Stoccarda nell\u2019\u201985 e nell\u2019\u201986.<\/p><p><strong>Nell\u201985 \u00e8 arrivato il grande crollo, lo scandalo in Oregon: i media descrissero Osho come un santone furbo che imbroglia i creduloni\u2026<\/strong><\/p><p>Beh, \u00e8 sempre stato descritto cos\u00ec da chi lo giudicava il \u201csex guru\u201d, ma in realt\u00e0 non l\u2019aveva mai incontrato.<\/p><h6>Dev\u2019essere stato molto doloroso per la vostra comunit\u00e0<\/h6><p>Certo, perch\u00e9 ci fidavamo di Sheela, almeno noi europei che eravamo comunit\u00e0 autonome e non vivevamo in Oregon; chi era dentro per\u00f2 aveva gi\u00e0 capito che le cose non andavano pi\u00f9 come prima e molti se ne erano allontanati.<\/p><p>In seguito molte comunit\u00e0 si sono sciolte, noi tutti abbiamo smesso di vestire di rosso e di indossare il \u201cmala\u201d (la collana con il simbolo di Osho).<\/p><p>Ancora una volta ho sentito che le cose importanti sono gli insegnamenti che ti restano dentro, non tutte le sovrastrutture ideologiche o organizzative. E ancora una volta il mio rifugio riparatore \u00e8 stata l\u2019Italia.<\/p><h6>Ancora in Italia, cosa ti ha riportato qua?<\/h6><p>Le api. Nell\u201981 un apicoltore Sanyasin lasci\u00f2 i suoi 100 alveari alla comunit\u00e0 di Miasto, perch\u00e9 voleva trasferirsi in Oregon, e siccome in quel momento ero l\u2019unica che era abbastanza libera, cominciavo a imparare questo lavoro. Mi fece un insegnamento di base di due mesi, e dopo per fortuna trovai un apicoltore vicino a Miasto che era molto bravo e disponibile a insegnarmi di pi\u00f9. Ero rimasta in contatto con lui, e quando dopo lo scioglimento della comunit\u00e0 di Stoccarda stavo pensando cosa fare, mi invitava a lavorare con lui e il suo gruppo di collaboratori in Italia. Cos\u00ec sono tornata, era l\u20198 marzo dell\u201986.<\/p><p>Chi non conosce le api forse non pu\u00f2 capire come le api ti modifichino il modo di pensare e di sentire. C\u2019\u00e8 qualcosa che lega fortemente il mondo delle api e la meditazione.<\/p><h6>Ora che anch\u2019io bazzico api e apicoltori lo so benissimo, ma un anno fa non ci avrei creduto; prova a spiegarlo a qualcuno che non ne sa niente.<\/h6><p>La prima parola che mi viene in mente \u00e8 <em>alchimia<\/em>: il processo che le api realizzano \u00e8 di trasformazione. Prendono un liquido zuccherino e lo trasformano in un alimento preziosissimo.<br \/>L\u2019ape \u00e8 un animale incredibile, Rudolf Steiner la definiva \u201ccreata per l\u2019uomo\u201d, infatti tutto ci\u00f2 che produce \u00e8 utilissimo a noi umani: miele, cera, propoli, veleno, la pappa reale, il suo corpo stesso, addirittura le scorie dei telaini \u2013 tutto \u00e8 nutrimento e medicina per l\u2019uomo.<\/p><p>E poi l\u2019impollinazione; la frase attribuita ad Einstein che, se morissero le api in 4 anni sparirebbe l\u2019umanit\u00e0: forse non l\u2019ha davvero detto lui, ma l\u2019importanza delle api e degli altri insetti impollinatori per la nostra sopravvivenza \u00e8 ovvia.<\/p><p>La compagnia di qualsiasi animale ti porta a comunicare con lui, e le api ti portano a comunicare con te stesso.<\/p><p>Quando lavoro con le api divento calma, vado in connessione col Tutto, \u00e8 una meditazione, lavorare con le api. Mi \u00e8 capitato qualche volta di andare a lavorare arrabbiata, per qualche motivo che mi faceva avere la luna storta: se ne accorgono subito, e pungono. O scappi via o ti calmi. Infatti in un attimo uscivo dalla mia rabbia e diventavo subito concentrata e calma.<\/p><p>\u00c8 bello vedere come si muovono, la loro danza, c\u2019\u00e8 qualcosa di benefico. E poi c\u2019\u00e8 un insegnamento sui ruoli che hanno secondo l\u2019et\u00e0: quelle appena nate puliscono le celle, dal quarto al nono giorno sviluppano le ghiandole della pappa reale e nutrono la regina, poi fanno le guardiane, poi vanno in giro a raccogliere polline\u2026 non litigano, lavorano a decine di migliaia su un prato senza disturbarsi, \u00e8 un flusso naturale.<\/p><p>L\u2019ape regina non \u00e8 pi\u00f9 importante delle altre, la chiamiamo <em>regina <\/em>ma non comanda nessuno, il sistema si comanda da s\u00e9 senza un regista: \u00e8 un organismo perfetto, regolato dai feromoni. Rudolf Steiner trovava una somiglianza tra l\u2019alveare e l\u2019uomo: la cera corrisponde allo scheletro, le api corrispondono al sangue, la regina al midollo osseo che produce le cellule, \u2026 questa perfezione \u00e8 un esempio, no?<\/p><h6>Il tuo rapporto con Steiner e l\u2019antroposofia?<\/h6><p>Uno spirito grande che ha precorso i tempi e ci ha insegnato molto; penso soprattutto all\u2019agricoltura biodinamica, e al suo approccio alla medicina. Ma ammetto che non sono riuscita a comprendere il suo pensiero filosofico, \u00e8 proprio un altro vocabolario: ci sono delle sue pagine che per capirle devo rileggerle tante volte. Solo il libro sulle api, quello mi \u00e8 piaciuto davvero molto.<\/p><h6>Scoprendo il meraviglioso mondo delle api hai trovato anche l\u2019amore<\/h6><p>S\u00ec, le api mi hanno fatto incontrare mio marito, un apicoltore, appunto. E ho trovato anche una collocazione geografica, perch\u00e9 dall\u2019\u201987 vivo in Emilia.<\/p><h6>E hai campato di apicoltura fino a quando non hai incontrato la voce?<\/h6><p>No, quando sono nati i nostri due figli nel \u201892 e \u201894, ho deciso di ridurre il mio lavoro con le api al solo allevamento di api-regine per il nostro bisogno aziendale; cos\u00ec avevo il tempo per stare con loro. Dopo sei anni, per\u00f2, sentivo il bisogno di avere di nuovo un mio lavoro, e visto che parlo tre lingue, ho cominciato a fare traduzioni, in collaborazione con delle agenzie.<\/p><p>Traducevo soprattutto manuali tecnici anche di una certa complessit\u00e0. Cos\u00ec ho scoperto la mia mente tecnica: mi piaceva, ne ero avvinta, volevo capire, addirittura scoprivo degli errori nel testo da tradurre, mi \u00e8 successo pi\u00f9 di una volta.<\/p><p>Intanto continuavo a lavorare su di me, facevo gruppi, meditazione\u2026<\/p><h6>Come hai conosciuto il lavoro con la voce?<\/h6><p>Come ho detto, le traduzioni mi piacevano e mi davano anche una certa soddisfazione. Ma dentro di me avvertivo una sensazione di superficialit\u00e0, il lavoro prendeva la mia mente, ma non il mio cuore. Mi ricordo ancora come, nel 2006, durante una meditazione mi salt\u00f2 su la domanda: \u201cChe cosa c\u2019entra il mio essere con questi manuali e testi ai quali dedico tanto tempo? Ho bisogno di un lavoro che venga dal mio cuore.\u201d <br \/>Il nostro lavoro dovrebbe essere un\u2019esperienza in cui si partecipa con tutto il proprio essere.<br \/>Infatti tre anni dopo \u00e8 arrivata l\u2019incontro col Soul Voice\u00ae, nel maggio del 2009.<\/p><h6>Com\u2019\u00e8 successo?<\/h6><p>Ero consapevole da sempre che avevo dei problemi a esprimere i miei sentimenti. Ero timida, e se mi capitava di dover parlare a pi\u00f9 di tre o quattro persone andavo nel panico. Diciamo che cercavo la mia vocazione e non sapevo ancora che sarebbe stata una <em>vocazione <\/em>alla lettera: il richiamo della voce.<\/p><p>Avevo alle spalle molto lavoro sulla respirazione, spesso sonora: ad esempio ho sempre praticato la meditazione \u2018Nadabrahma\u2019: \u00e8 una meditazione con l\u2019emissione del suono \u201cmmmmmmm\u201d a bocca chiusa e dei movimenti delle mani, aiuta a sintonizzare l\u2019intero organismo, porta armonia a tutto il tuo essere.<\/p><p>All\u2019inizio del 2009 mi \u00e8 capitato di leggere sulla rivista ReNudo un bell\u2019articolo su Karina Schelde, la fondatrice di Soul Voice\u00ae, la quale avrebbe dato un corso di due giorni a Firenze. Ho subito sentito che qualcosa si muoveva dentro di me, e mi sono iscritta.<\/p><p>Era il mio primo passo, molto importante, sul percorso che poi ho intrapreso e che ha trasformato me stessa e la mia vita, e che continua a tirare fuori tutto quello che ho.<\/p><p>All\u2019inizio non pensavo che sarebbe diventato il mio lavoro, facevo i training soprattutto per la mia crescita, ma via via ho capito che \u00e8 veramente bello condividere la mia esperienza e cos\u00ec essere utile agli altri. Per me questo vuole dire \u201clavorare\u201d: condividere. Certo che ci vuole anche \u2018l\u2019ala destra\u2019, la parte materiale, cio\u00e8 condividendo dal cuore quello che ho da dare, ricevo anche ci\u00f2 che mi serve per vivere bene su questo piano tridimensionale.<\/p><h6>Nel 2010 hai poi incontrato lo sciamano groenlandese <a href=\"https:\/\/icewisdom.com\/\">Angaangaq<\/a>, hai tradotto i suoi libri in italiano, e hai organizzato eventi per lui. Cosa puoi raccontare su questo incontro?<\/h6><p>S\u00ec, anche questo incontro \u00e8 stato molto importante per me. Quando una mia amica mi fece vedere il suo primo libro \u2013 appena uscito in Germania nel gennaio del 2010 \u2013 mi colp\u00ec immediatamente la semplicit\u00e0 e veridicit\u00e0 delle sue parole, e sent\u00ec fortemente il desiderio di portarlo in Italia. Nell\u2019autunno dello stesso anno lo incontrai in un seminario e sentivo che \u00e8 una persona che ha da insegnare e da trasmettere qualcosa di molto importante.<\/p><p><strong>Che cos\u2019era, secondo te?<\/strong><\/p><p>L\u2019importanza del cuore, del vivere \u2018in cerchio\u2019, cio\u00e8 guardandoci negli occhi senza giudizi, e il valore delle cerimonie nella vita. Infatti, con \u2018cerimonia\u2019 Angaangaq intende un gesto anche quotidiano \u2013 come per es. prepararmi una tazza di caff\u00e8 \u2013 fatto con consapevolezza e amore.<\/p><h6>Se ti chiedessi una cosa principale che \u00e8 alla base di quello che fai\u2026?<\/h6><p>Qualche anno fa ho sognato Osho; io non credo a un sogno divinatorio, credo che sia un sogno psicanalitico, un riflesso del mio inconscio. Sogno Osho e gli chiedo \u201cma io cosa sto facendo qua ?\u201d e lui mi risponde: \u201csei qui per svegliarti\u201d. Lo guardo e gli chiedo \u201ce gli altri?\u201d e lui: \u201caiutali a svegliarsi\u201d. Direi che questo \u00e8 il mio lavoro.<\/p><p>Oggi mi trovo con questi due strumenti, due strumenti preziosissimi: gli insegnamenti arcaici degli indigeni eschimesi (non so perch\u00e9 proprio loro, ma comunque c\u2019\u00e8 un legame molto forte) e il Soul Voice\u00ae col suo metodo sistematico e ben organizzato.<\/p><p>Il mio manifesto \u00e8 semplicemente questo: sono sulla mia strada \u2018verso casa\u2019, ho tanto da imparare, e intanto condivido le mie esperienze con gli altri e loro con me.<\/p><h6>Una domanda cattivella: in questo compito di aiutare gli altri, non ti dai un ruolo presuntuoso?<\/h6><p>Un fiore \u00e8 presuntuoso quando fiorisce? Certo che c\u2019\u00e8 l\u2019ego, \u00e8 sempre in agguato, ma fa parte di noi. Ci sono cose che occorre dire, non credo che mi metto su un piedistallo, spesso anzi \u00e8 una questione di pazienza. <em>Condividere <\/em>non significa che <em>ti impongo <\/em>qualcosa: io ti offro quello che ho, tu lo puoi prendere se lo vuoi, o no.<\/p><p>Se una persona viene da me per fare una sessione e percepisco che c\u2019\u00e8 una strada da seguire, non mi fermo certo per paura di gonfiare il mio ego. Tanto lo so che se si gonfia poi sar\u00e0 sgonfiato, perch\u00e9 prima o poi l\u2019ago che lo punge arriva sempre\u2026<\/p><p>Io sento nel mio lavoro come una fioritura &#8211; ricorda che sono anche apicoltrice &#8211; pi\u00f9 il fiore apre il suo colore e il suo profumo, pi\u00f9 attira le api. E questa \u2018licenza di presunzione\u2019 che ho trovato in me, \u00e8 anche qualcosa che merita di essere condiviso, perch\u00e9 davvero tutti abbiamo il diritto naturale di vivere la nostra vera essenza e di essere ascoltati.<\/p><p><em>Marco Geronimi-Stoll \u00e8 comunicatore, pubblicitario disertore, creatore di <a href=\"https:\/\/smarketing.it\/\"><strong>smarketing<\/strong><\/a> &#8211; nonch\u00e9 un mio caro amico che mi ha dato tanti spunti e consigli. Andate a conoscerlo: <a href=\"http:\/\/www.geronimi.it\/\">www.geronimi.it\/<\/a><\/em><\/p>\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista di Marco Geronimi Stoll con Adelgunde Dunque, tu cominci come \u201cvera scienziata occidentale\u201d\u2026 S\u00ec, avevo due grandi ideali: la ricerca libera, e la presenza della donna nell\u2019ambito delle scienze naturali. 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